Progetto:

Come si racconta il cambiamento di una città? Come si fa spazio alla modernità in un tessuto urbano connotato dalla storia?

Quattro opere di giovani artisti italiani esposte in luoghi pubblici della città di Roma alterano temporaneamente il paesaggio urbano, interrompendo l'abituale fruizione dello spazio pubblico attraverso interventi che mutano l'immaginario di chi è solito attraversare quei luoghi.

Temporaneo rappresenta attraverso il linguaggio dell'arte il desiderio di cambiamento che riconfigura le nostre città in una prospettiva contemporanea e rappresenta l'occasione per ripensare alla categoria di monumento in una prospettiva performativa che riscrive temporaneamente i luoghi dell'abitare.

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Auditorium Parco della Musica

LK100A, 2010
Struttura metallica, motore elettrico, sirena, manuale, sistema di cavi, 360 x 350 x 460 cm.
Courtesy T293, Napoli.
Un'imponente scultura, un' installazione sonora, nella quale la presenza fisica della struttura metallica incontra quella immateriale del suono, dando così vita ad un'opera extra-ordinaria e imprevedibile. LK110A, si presenta come un organismo nuovo nello spazio pubblico, un sistema complesso, che generando rumore, introdurrà una singolare presenza nel paesaggio urbano, producendo un nuovo stato di tensione nei passanti. Il suono si fa spazio: stordisce e sfiorisce.

Bio

Alberto Tadiello
(Montecchio Maggiore, Vincenza, 1983)

Alberto Tadiello realizza prevalentemente installazioni e performance incentrate sul rapporto tra suono e visione. L'artista indaga, attraverso le sue installazioni sonore, la dimensione scultorea dell'effetto acustico. I suoi lavori sono stati esposti: T293, Napoli ; Art | 41 | Basel, Art Public, Basel; Newman Popiashvili Gallery, New York; Centre National d'Art Contemporain de Grenoble, Grenoble; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; Mart - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto; X Initiative, New York.
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Casa del Jazz - Viale di Porta Ardeatina, 55

Senza titolo, 2008
Calcestruzzo, alluminio, cm 80x120x280 Courtesy Galleria Vistamare, Pescara.
Una forma vegetale, un fiore artificiale, un giglio, per la precisazione, il cui stelo è formato da un tubo di cemento e i petali da riccioli di alluminio. La coesistenza tra forme naturali e componenti industriali, introduce lo spettatore in un mondo semi-organico, sospeso in una dimensione immaginaria, visionaria, apparentemente impossibile e al contempo sempre più probabile. Senza Titolo modifica il paesaggio, introduce ad uno spazio urbano nuovo, popolato da figure imprevedibili, ad un artificiale pulsante.

Bio

Simone Berti
(Adria, Rovigo, 1966. Vive e lavora a Berlino)

Le sue opere sono una sorta di esperimento, un tentativo di presentare delle condizioni-limite: situazioni apparentemente stabili che, portate all'estremo, potrebbero ribaltarsi e trasformarsi nel loro opposto. Si percepisce sempre una componente di fragilità e una volontà destabilizzante nei confronti di schematismi e certezze consolidate. Ha esposto presso: Galleria Vistamare, Pescara; Base, Firenze; Galleria Massimo De Carlo, Milano; GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo; Villa Medici, Roma; Galleria Astuni, Bologna; Galleria Civica di Modena, Modena; 53^ Biennale di Venezia; MOCA The Museum of Contemporary Art, Chicago; Palazzo Grassi, Venezia; MAXXI, Roma.
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Università degli Studi Roma Tre Piazzale del Rettorato

Barrel (unit), 2010
barile, lampadina, stampa su alluminio, materiale adesivo, scritta adesiva cm 90x58x58.
Un' opera di carattere politico, che riflette sul recente passato e sulla storia odierna. I barili, uguali a quelli contenenti il greggio, realizzati nel 2005, riportavano la scritta 'Therefore we shall sleep well', altri con il grafico della crescita del prezzo del petrolio e poi il semplice numero 100, manifestando la volontà di aprire un discorso critico / polemico, sulla presenza delle truppe americane in Iraq e sull'aumento del costo del petrolio. A quegli stessi barili, nel 2010 con Barrel (unit) se ne aggiunge uno bianco che sarà una superficie a disposizione delle riflessioni del pubblico, nel tentativo di comprendere se, al di là delle dichiarazioni politiche, qualcosa sia veramente cambiato.

Bio

Sandrine Nicoletta
(Aosta, 1970. Vive e lavora a Londra)


Utilizza diversi strumenti – dall'installazione al video alla performance - nell'ambito di un'indagine incentrata sulla condizione psicofisica dell'uomo e sul suo rapporto con lo spazio, con il reale e con l'immaginario. Il lavoro dell'artista è alla continua ricerca di una dialettica con lo spazio e con il pubblico. Ha esposto in spazi e gallerie in Italia e all'estero tra le quail: Alida Ivanov Gallery, Stoccolma; Under the Dust, Londra; Auditorium, Roma; MAN Museo d'Arte di Nuoro, Nuoro; Galleria Maze, Torino; Galleria Autoricambi, Roma; Galleria Neon, Bologna; Careof, Milano; Eco e Narciso della Provincia di Torino, Nole; GAM, Torino.
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EUR laghetto
(tra la passeggiata del Giappone e Viale Oceania)

Torre, 2007
metallo zincato, parquet, legno, cm 120x85x438.
Courtesy Galleria Monitor, Roma
Simile alle torri di avvistamento e realizzata con una struttura di metallo che sostiene 340 metri quadri di parquet, Torre, è un' opera che segna un limite tra memoria e oblio della storia del ventesimo secolo. I 340 metri quadri corrispondono infatti, alla presunta superficie in cui gli operai dello stabilimento siderurgico "Ilva" di Taranto furono assoggettati a mobbing. Una scala consente di salire in cima e guardare da un'altezza diversa il paesaggio circostante. Un monumento contemporaneo che indaga, comprende e reinterpreta i fatti accaduti, fornendo sugli stessi un diverso punto di vista.

Bio

Francesco Arena
(Mesagne, Brindisi, 1978. Vive e lavora a Cassano delle Murge).

Nel suo percorso artistico, affronta le tematiche legate alla memoria storica e personale, dando origine a una riflessione sui modi del funzionamento del ricordo. I suoi lavori sono stati esposti presso: De Vleeshal, Middelburg; Fondazione Ermanno Casoli, Fabriano; Galleria Monitor, Roma; Nomas Foundation, Roma; G.A.M. Galleria d'arte Moderna, Bologna; PAC, Milano; Les sculptures meurent aussi, Kunsthalle, Mulhouse, Mulhouse; Palazzo Barberini, Roma; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per l'Arte, Guarene d'Alba, Cuneo; la Triennale di Milano, Milano.
Nomas

Fondata nel 2008 da Stefano e Raffaella Sciarretta, Nomas Foundation ha l'obiettivo di sostenere e promuovere la ricerca artistica contemporanea. Il programma, curato da Cecilia Canziani e Ilaria Gianni, si concentra su poetiche che esplorano e attivano diverse modalità di collaborazione. In particolare attraverso l'attività espositiva, Nomas Foundation cerca di attivare la relazione tra artista e altri soggetti, luoghi, pubblici. Nomas Foundation è un organismo mobile, flessibile, in grado di accogliere le differenze quale valore da sostenere e promuovere

Imf

Fondata nel 2006 ha ereditato il lavoro portato avanti dalla Festival Jazz International, costituita nel 1975, nell' ideazione ed organizzazione di eventi musicali tra cui il 'Roma Jazz Festival', il 'Roma Gospel Festival', il 'Roma Blues Festival' e il 'Festival del Mediterraneo'. Nella sua trentennale attività la IMF Foundation ha collaborato con enti ed istituzioni quali: Comune di Roma, Ministero per i Beni e le Attività Culturali; Regione Lazio; Provincia di Roma; l'Ente Provinciale del Turismo, Ente EUR; Fondazione Musica per Roma, Palaexpo, oltre aver stretto rapporti con Ambasciate ed Organismi culturali internazionali presenti in Italia.